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ERESIE CONGETTURE DUBBI MEMORIE dalla parte degli infedeli

"IN PARTIBUS INFIDELIUM"

dedicato a Leonardo Sciascia

"a futura memoria, se la memoria ha un futuro"

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4 dicembre 2009
letteratura
"L'odore dei soldi" di Travaglio & Veltri

Vista l'attualità dei temi trattati (vedi post del 3 dicembre), abbiamo rispolverato una recensione risalente al 2001...



L’ODORE DEI SOLDI

di Marco Travaglio e Elio Veltri,
Ed. Riuniti, 2001, £ 24.000.

 

Le tesi centrali del libro – ricordiamo gli autori: Travaglio, scriveva sul Giornale, poi alla Voce, poi alla Repubblica, è un noto giustizialista. Veltri, ex sindaco socialista di Pavia, campione del forcaiolismo d’antan, è sempre stato un anticraxiano convinto e le cronache narrano che avrebbe blandito il pm Di Pietro sollecitandolo ad indagare sulla corruzione – è che 1) la fortuna del Cav. originererebbe da movimentazioni di circa 50 miliardi iniettate in una serie di società sostanzialmente non operative e non riconducibili allo stesso Cav, di cui non si hanno tracce; 2) che tramite Dell’Utri egli avrebbe beneficiato della detta somma, riciclandola per la mafia; 3) che egli avrebbe avuto accesso al credito bancario nonostante una non felice situazione patrimoniale del Gruppo; 4) che le liberalità versate a Dell’Utri sono riconducibili al suo ruolo di trade union con Cosa Nostra; 5) che Forza Italia nasce alle prime luci di Mani pulite e che le stragi mafiose di Capaci e di Via d’Amelio e quelle del ’93, sono frutto di accordi con Cosa Nostra, per far precipitare il paese nel caos. 5) che la Legge Tremonti del ’94 è un plateale esempio di conflitto di interessi, avendo Mediaset beneficiatone per 243 miliardi.

1)    sul punto vengono pubblicati stralci di indagini compiute da un funzionario della Procura di Palermo, che a distanza di circa 20/25 anni non trova traccia delle movimentazioni finanziarie essendo quelle avvenute per contanti. Ora, è evidente che il Cav. aveva eccellenti fiscalisti/commercialisti; è evidente che per ragioni fiscali egli non figurasse; che il polmone finanziario, sebbene sottaciuto dagli autori, erano le già floride attività imprenditoriali del Cav. Chi ha un minimo di esperienza in queste faccende comprende benissimo il sistema utilizzato e che viene utilizzato da imprenditori molto più modesti.

2)    Sul punto vengono riportate dichiarazioni di collaboratori di giustizia che, a scorno della verità processuale, sono stati dichiarati da vari Tribunali e Corti di Assise “inaffidabili e inattendibili”. D’altro canto le Procure di Palermo e Caltanisetta hanno chiesto l’archiviazione e quindi il materiale ha scarsissimo valore probatorio. Non c’è pertanto nessuna prova che Cosa Nostra abbia dato 50 miliardi al Cav. Sul punto viene riportata un'intervista a Paolo Borsellino, il quale è assolutamente prudente su Cav e Dell’Utri e si limita a dire che certamente lo stalliere di Arcore Mangano era un affiliato di Cosa Nostra. Epperò appare che quando il Mangano lavorava ad Arcore per il Cav non si sapesse che era pregiudicato e in ogni caso, a rigor logico, se Mangano era l’uomo della mafia, perché andare a lavorare con così stretta vicinanza del Cav e destare facili sospetti? O i mafiosi, i principi della discrezione, erano diventati d’un tratto coglioni? C’è in corso il processo a Dell’Utri: staremo a vedere.

3)    Secondo alcune relazioni di ufficiali dell’Arma, il Gruppo del Cav non avrebbe potuto accedere al credito bancario in quanto non presentava redditività in tal senso e che lo stesso, partecipando con una società in cui c’erano suoi consulenti, controllata dalla BNL, risultava in già conflitto d’interessi. Ora, non si comprende come mai il Cav se prendeva 50 miliardi dalla mafia avrebbe dovuto chiedere soldi alle Banche pagando fior fior d’interessi. Secondo, in ogni caso gli affidamenti erano monitorati dalla Direzione centrale della BNL che dava i suoi nulla osta sulla scorta di elementi di fatto. A guardare oggi il pool di banche ha fatto un ottimo affare e non si comprende lo scandalo.

4)    Sul punto: 40 e più pagine sono dedicate alle dichiarazioni rese da Dell’Utri a Torino ai giudici che lo giudicano per falsa fatturazione in Publitalia e così alla testimonianza del Cav. Ma, a parte il fatto delle false fatturazioni, opera dei collaboratori del Dell’Utri che tuttavia ne ha risposto in qualità di Amministratore, tutto ruota sul fatto che il Cav avesse donato quattrini a Dell’Utri, per giunta con atto pubblico innanzi al Notaio. Il Cav motiva queste donazioni, peraltro eseguite anche in favore di altri sempre nelle forme civilistiche e legali, perché voleva gratificare i suoi manager. Non si comprende, dopo aver letto le dichiarazioni e le domande zelanti del PM, dove gli autori del libro volessero parare. Non risulta infatti che le donazioni e le circostanze di fatto ravvisassero estremi delittuosi, tanto è vero che nulla è stato addebitato a Dell’Utri e al Cav. L’unico neo è che all’epoca la legge vietava passaggi per contanti di somme superiori a 20 ml, ma questo valeva per i versamenti bancari. Sono state propinate pagine su pagine solo per adombrare nel lettore chissà quali dubbi, insinuando chissà quali sospetti. E cioè che le donazioni erano soldi a titolo di tangente, dimenticando che Publitalia fatturava qualcosa come 4 mila miliardi ed era il polmone finanziario del Gruppo Fininvest.

5)    sul punto: che FI sia nata con il sostegno di Craxi lo sanno tutti e ognuno può giudicare politicamente la questione. Ipotizzare che addirittura FI abbia ispirato la strategia mafiosa 92/93, vuol dire non conoscere bene la storia del nostro paese. Le leggi più dure contro la mafia sono frutto del governo pentapartitico; le sentenze più dure contro i mafiosi sono state generate in quegli anni; dopo la strage di Falcone e Borsellino, il Governo Amato ha inasprito le leggi contro Cosa Nostra. Falcone lavorava con Martelli nel Ministero di Via Arenula; le stragi del ’93 favorirono obiettivamente la sinistra. Fu l’insipienza del centro sinistra che fece vincere le elezioni del ’94 al Cav. Fu in quel clima che nacquero i processi ad Andreotti e ad altri, finiti come dovevano finire sul profilo processuale, ma politicamente assolutamente efficaci per sbaragliare un’intera classe politica (a parte e in concerto di Mani pulite).

6)    Sul punto: benefici della Legge Tremonti Mediaset: £ 243 miliardi. Fatturato Mediaset: circa 30 mila miliardi, quindi meno dell’1%. Conflitto d’interessi ovvero legge ad hoc per il Cav? Quando la Confindustria da tempo sollecitava quella normativa? Quando gli stessi Sindacati erano d’accordo? Quando la legge ha dato benefici a tutti e in misura molto maggiore ad altri Gruppi (Fiat, Pirelli, Olivetti etc.)? Via, siamo seri!

In conclusione è un libro davvero deludente. Speravo di trovare notizie nuove, ragionamenti filati e serrati; congetture meno rozze; un linguaggio politico maturo;  stralci di materiale processuale curiosi, intriganti; un libro ad uso elettoralistico tout court, con lo zampino di Tonino Di Pietro.

Ma gli amici di Tonino non si mettono scuorno: chiedono al Cav, quale impegno morale irrinunciabile per chi aspira a governare, a chiarire le sue origini, i suoi soldi, i suoi prestiti.

Dovrebbero domandarlo al loro sodale Di Pietro: le sue origini, i suoi soldi, i suoi prestiti e  passaggi nelle scatole di scarpe di 100 ml. in contanti, in spregio alla legge antiriciclaggio, tanto richiamata per Dell’Utri: che non era un Magistrato della Repubblica Italiana e usava collaboratori, segretarie e fiduciari per i suoi versamenti in banca.


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3 dicembre 2009
letteratura
Spatuzza & Travaglio
 
Al direttore - In attesa che Spatuzza parli anche delle origini delle fortune del Berluska, intanto rispunta "L'odore dei soldi", quel famoso libello (pubblicato nel 2001) dove la coppia Travaglio e Veltri (l'exdipietrista), denunziarono la losca genesi del biscione: a parte la tempestiva operazione di marketing (Travaglio senza Berlusconi sarebbe disoccupato), mi sorge il dubbio che Spatuzza l'abbia letto...
 
Cordialità.

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30 novembre 2009
letteratura
Riletture
Rilettura doverosa e piena di sorprese:

Il Contesto
Leonardo Sciascia
Einaudi

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30 novembre 2009
Evento a Milano

Milano martedì 15 dicembre 2009  ore 18.00

Casa della Cultura e Federazione Italiana Associazioni Partigiane

In occasione della presentazione del libro
APPUNTI SULLA QUESTIONE EBRAICA
Da Nello Rosselli a Piero Martinetti  di Guido Bersellini
(FrancoAngeli)

Intervengono: BRIGIDA BONGHI, GUIDO BERSELLINI, FABIO MINAZZI, FULVIO
PAPI, MICHELE SARFATTI




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23 novembre 2009
POLITICA
Storia di Craxi, di Ugo Finetti
 (Boroli Editore, € 14,00, 2009)

Smantellando il "Niagara dei luoghi comuni" versati su Craxi, sul PSI, sui rapporti con il PCI, con Berlinguer e l'ala Migliorista, Finetti - dirigente del partito socialista e stretto collaboratore di Craxi - da alle stampe un pregevole e accurato ritratto del leader socialista.
Se ne raccomanda la lettura anche in raccordo a quanto ha scritto Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter ucciso nel 1980 da terroristi comunisti, sulle dolorose incomprensioni che corsero tra la Famiglia Tobagi e Craxi dopo la morte del padre.

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17 novembre 2009
diritti
Libro del Prof Ernesto Paolozzi
Presentazione del volume di Ernesto Paolozzi, La bioetica. Per decidere della nostra

vita (Christian Marinotti edizioni, Milano, 2009).

Venerdì, 20 novembre alle ore 17.00

presso l'Istituto Italiano per gli Studi filosofici, via Monte di Dio, Napoli.

Interverranno:

Clementina Gily (Università Federico II), Raffaele Prodomo (Comitato regionale di

bioetica), Giuseppe Reale (Oltre il Chiostro). Sarà presente l'autore.


Scheda del volume:

Vita, morte, qualità della vita: sono i temi fondamentali di cui si occupa la moderna

bioetica fra filosofia, scienza, diritto e religione. Dall’aborto all’eutanasia, dall’

inseminazione artificiale alla clonazione umana, dagli interventi sul genoma (patrimonio

genetico) ai trapianti di organi: i grandi temi, le grandi tragedie e le grandi gioie che

attraversano la nostra vita quotidiana e che, come il caso di Eluana Englaro ha

ampiamente dimostrato, invadono la scena politica provocando profondi conflitti morali,

divisioni fra credenti e non credenti, laici e cattolici.

Questo volume affronta tali questioni da un punto di vista culturale ed epistemologico

senza ricorrere al linguaggio specialistico e tecnicistico che ha disumanizzato, negli

ultimi anni, la ricerca bioetica. I temi vengono analizzati con spirito tollerante, rispettoso

delle tante posizioni in campo, tenendo sempre presente la centralità dell’uomo. L’

intenzione dell’autore è quella di ricondurre la bioetica allo spirito originale del suo

fondatore, V.R. Potter, che la considerava, come oggi il grande pensatore francese

Edgar Morin, un “ponte verso il futuro” ossia la disciplina che ha al centro del proprio

interesse il destino del pianeta terra, di tutta la biosfera.
Il volume è corredato da una interessante antologia di scritti sulla bioetica, ivi compresi

alcuni documenti ufficiali della Chiesa cattolica, e da una bibliografia utile al lettore che

voglia approfondire le tematiche fondamentali della disciplina.

L'autore:

Ernesto Paolozzi insegna Storia della Filosofia contemporanea a Napoli, presso la

Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Suor Orsola Benincasa. Ha diretto

la Fondazione “Luigi Einaudi” di Roma. Collabora a riviste e giornali, e all’edizione

napoletana del quotidiano “la Repubblica”. Fra i vari volumi, ha pubblicato Vicende

dell’estetica (Loffredo 1989), Il liberalismo come metodo (Fondazione Einaudi 1995),

La rivoluzione ingenerosa (Guida, 1996), L’estetica di Benedetto Croce (Guida 2002),

Il partito democratico e l’orizzonte della complessità (Guida 2007).


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6 novembre 2009
POLITICA
In esclusiva su inpartibus: Regenzione del prof Pietro del Gizio

FILIPPO FACCI
DI PIETRO LA STORIA VERA
Mondadori, 2009, Euri 17,50

 
REGENZIONE
a cura del Prof. Pietro del Gizio
 
 



La biografia umana, togata e politica redatta dal Facci è sicuramente pregevole. E di certo il giornalista di Libero ha buon titolo quando afferma che nessuno in Italia conosce ADP meglio di lui, visto che lo segue da quasi un ventennio. In realtà va detto che la biografia in parola è un allargamento di quella scritta in precedenza dal Facci, talchè molti fatti e talune circostanze erano già acquisiti e note. Il punti cruciali mi sembrano questi: ADP in maniera disinvolta e spregiudicata nel corso della sua carriera politica ha sostenuto idee e posizioni che ha poi contraddetto, salvo reiterarle, salvo poi nuovamente contraddirle e via di seguito. Destra o sinistra per ADP non contano: è di destra sui clandestini e un no global sulla politica internazionale. ADP si butta capofitto dove può fare audience e raccogliere consensi. Pugnaci e ferrati giornalisti d'inchiesta come Travaglio o D'Avanzo su ADP spendono poche parole, se non di plauso. ADP gode di un trattamento di favore sfacciato da parte di alcuni giornali e alcune trasmissioni tipo Anno Zero. Il suo potere intimidatorio è fenomenale. Condanna la Casta, ma ne fa parte alla grande. Condanna l'immunità parlamentare, ma quando gli è utile se ne fa scudo. Condanna il finanziamento pubblico dei partiti, ma lo usa per farsi rimborsare i mutui che accende quando compra case con una società di cui è socio unico, che concede in locazione al suo partito e con il canone locativo ci paga il mutuo. Tranne i servi di Berlusconi, - e il coraggioso Alberico Ginestra (Il Tribuno, storia politica di ADP) nessuno chiede, nessuno gli pone domande, nessuno lo incalza, nessuno fa inchieste.
Per finire, come conclude Facci, è vero: ADP è il nulla e il suo scopo è sfasciare, alzare i toni, radicalizzare lo scontro, sostenere tutto e il contrario di tutto, sciacallare su ogni fatto, come dimostra il caso di quel giovane morto in circostanze ancora da chiarire, Stefano Cucchi: quello che sbatteva gli indagati in carcere e butto le chiavi se non confessi e collabori, adesso è diventato un epigone di Beccaria.
Intanto ADP gode di consensi sempre più estesi e davvero non si comprende come lo si potrà fermare e relegarlo ai confini del dibattito politico che egli intossica con il suo livore rancoroso.
Vedremo.
 
PdG

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4 novembre 2009
diritti
Per tutti quelli che la Giustizia, signora mia, non è talvolta politica...
 
 
Linea
Copertina Otto Kirchheimer
Giustizia politica

Politische Justiz

CURA
E
TRADUZIONE
DI ROBERTO RACINARO
Liberilibri, Macerata - 2002
PAGINE XL - 86 EURO 12,00

I
 

La giustizia politica consiste nella utilizzazione di procedure giudiziarie per raggiungere fini politici che sono, in generale, l'eliminazione dell'avversario attraverso
la sua criminalizzazione. Dopo la prima guerra mondiale - è la tesi di Kirchheimer -
essa è stata praticata un po' in ogni Paese, non solo nei regimi totalitari (da Stalin a Hitler), ma anche - se pure con modalità più raffinate - negli Stati di diritto. In definitiva, la giustizia politica può prender piede ovunque. È una sorta di cancro che si fa strada all'interno di un processo di crisi del potere politico e di incertezza della democrazia.
L'analisi di Kirchheimer, nel ripercorrere esempi significativi nella storia delle persecuzioni per via giudiziaria, illumina anche il palcoscenico dei nostri giorni su cui si replica incessantemente questa oscena parodia della giustizia.

Roberto Racinaro (1948)
Insegna Storia della filosofia presso l'Univerisità di Salerno, di cui è stato anche rettore. Studioso di Hegel e di autori e temi della filosofia moderna e contemporanea ha curato la versione italiana di opere di Oskar Pfister, Max Adler, Hans Kelsen,
Walther Rathenau, Max Scheler, Gadamer-Habermas,
Rudolf von Jhering e Ernst Cassirer.
Tra i suoi lavori: Rivoluzione come riforma (1995); Esperienza, decisione, giustizia politica (1996); La giustizia virtuosa (1997); Colonne infami (2000); C'era una volta la politica (2002)

Otto Kirchheimer (1905-1965)

Dopo gli studi in Germania, emigra - all'avvento del nazismo - prima in Francia e poi, in America, a New York, ove - presso la Columbia University - si era trasferito l'Istituto per la ricerca sociale diretto da Max Horkheimer.
E qui, dal 1961 occupa la cattedra di Scienze politiche.
Autore di saggi importanti e precorritori sulla trasformazione del sistema dei partiti
è noto per la poderosa ricerca, Political Justice (Princeton 1961).
Qui viene presentato al lettore italiano il saggio anticipatore, Politische Justiz (1955), che illumina in maniera ancora più efficace le ragioni storiche, etiche e politiche dell'originale indagine di Kirchheimer.
Il saggio sulla Grazia, del 1961, - anch'esso qui tradotto per la prima volta -
approfondisce il particolare aspetto della grazia e delle "amnistie politiche".


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14 ottobre 2009
SOCIETA'
Il nuovo libro derl Prof. Ernesto Paolozzi sulla Bioetica
 www.ernestopaolozzi.it
La Bioetica
Pagine 168 
Prezzo 17,00 €
Anno 2009
ISBN 978-88-78273-103-8
Note  
Quantità  
ERNESTO PAOLOZZI
La Bioetica
Per decidere della nostra vita

Vita, morte, qualità della vita: sono i temi fondamentali di cui si occupa la moderna bioetica fra filosofia, scienza, diritto e religione. Dall’aborto all’eutanasia, dall’inseminazione artificiale alla clonazione umana, dagli interventi sul genoma (patrimonio genetico) ai trapianti di organi: i grandi temi, le grandi tragedie e le grandi gioie che attraversano la nostra vita quotidiana e che, come il caso di Eluana Englaro ha ampiamente dimostrato, invadono la scena politica provocando profondi conflitti morali, divisioni fra credenti e non credenti, laici e cattolici.
Questo volume affronta tali questioni da un punto di vista culturale ed epistemologico senza ricorrere al linguaggio specialistico e tecnicistico che ha disumanizzato, negli ultimi anni, la ricerca bioetica. I temi vengono analizzati con spirito tollerante, rispettoso delle tante posizioni in campo, tenendo sempre presente la centralità dell’uomo. L’intenzione dell’autore è quella di ricondurre la bioetica allo spirito originale del suo fondatore, V.R. Potter, che la considerava, come oggi il grande pensatore francese Edgar Morin, un “ponte verso il futuro” ossia la disciplina che ha al centro del proprio interesse il destino del pianeta terra, di tutta la biosfera.
Il volume è corredato da una interessante antologia di scritti sulla bioetica, ivi compresi alcuni documenti ufficiali della Chiesa cattolica, e da una bibliografia utile al lettore che voglia approfondire le tematiche fondamentali della disciplina.


Ernesto Paolozzi insegna Storia della Filosofia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione a Napoli. Ha diretto la Fondazione “Luigi Einaudi” di Roma. Collabora a varie riviste e gionali, e all’edizione napoletana del quotidiano “la Repubblica”. Fra i vari volumi, ha pubblicato Vicende dell’estetica (Loffredo 1989), Il liberalismo come metodo (Fondazione Einaudi 1995), L’estetica di Benedetto Croce (Guida 2002), Il partito democratico e l’orizzonte della complessità (Guida 2007).

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13 ottobre 2009
SOCIETA'
In libreria: "Di Pietro, la storia vera"

Il Prof. del Gizio ci segnala, e lo ringraziamo, che oggi, nelle migliori e peggiori librerie italiche, esce il libro di Filippo Facci "Di Pietro, la storia vera", Mondadori, Frecce,           € 21,00.

Facci si cimenta per la seconda volta sul Tonino nazionale, dopo la biografia non autorizzata uscita nel 1995, che tanti mal di pancia procurò a Ninì e i suoi fedelissimi.

Non resta che andare alla Feltrinelli.
Vi faremo sapere e soprattutto chiediamo sin da ora al nostro collaboratore Prof. del Gizio una regenzione.

Buona lettura!


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2 ottobre 2009
politica estera
Non smetteremo di danzare
 

Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate  dei martiri d’Israele
In libreria:
"Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele" di GIULIO MEOTTI

Editore LINDAU
COLLANA: I Draghi
PAGINE: pp. 360
ILLUSTRAZIONI: N° 42 b/n
PREZZO: euro 24,00

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1 settembre 2009
letteratura
Gaetano Cappelli

Finalmente abbiamo letto "Parenti Lontani" (Marisilio, in economica euri 9,50) il romanzo che ha reso celebre lo scrittore lucano Gaetano Cappelli.
Gran libro, scritto magnificamente ed era dai tempi di Mordechai Richler che non si rideva così, di gusto.
Ora, è tempo di passare agli altri libri di Cappelli...




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27 aprile 2009
letteratura
Romanzi brevi

ROMANZI BREVI
(da una provocazione del critico Antonio D'Orrico)


"LA SENTENZA"
Mai si appurò perchè, e in che modo, il Giudice Sant'Elia smarrì il fascicolo d'ufficio.

"SORPRESE"
Vuoi scopare o fare l'amore? Tutt'è due.

"LE CONSEGUENZE DEL PALATO"
Fu quando, ancora una volta, non seppe regolare la temperatura del forno che il Roast Beef si bruciò e lei lo uccise.

© Giuseppe Nitto - 2009




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1 aprile 2009
politica interna
Biografia di Antonio Di Pietro

Rileggere la biografia, non autorizzata, di Filippo Facci (Mondadori, 1997)
su Tonino Di Pietro, e dirsi:
com'è stato possibile che ce lo troviamo ancora tra i piedi a Tonì?

Se ne avessi un'altra copia la regalerei volentieri a Walter Weltroni, come un ringraziamento.
Eppure sarebbe bastato per Uàlter leggerla quella biografia e capire.
E non fare la grande cazzata dell'anno scorso.

16 marzo 2009
politica interna
Cattocomunisti
Consigli per gli acquisti al Cav. Berlusconi e al Segretario PD Dario Franceschini:

 "IL CATTOLICO COMUNISTA"
di Augusto Del Noce, Rusconi, 1979

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9 marzo 2009
POLITICA
libro
 
Pietro Kropotkin
 
LO STATO
Prefazione di Luigi Fabbri
a cura di Giuseppe Galzerano
 
Galzerano Editore, 2008, pag. 128 con foto, E. 10,00
 
 
Galzerano Editore
84040 Casalvelino Scalo/Sa
tel. e fax 0974.62028
 

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3 marzo 2009
politica estera
libro sull'IRAN di Emanuele Ottolenghi
 

The Transatlantic Institute proudly announces the publication of a new book:




"Under a Mushroom Cloud: Europe, Iran and the Bomb"
by Emanuele Ottolenghi

Published by Profile Books, London (2009)

Since Iran's illicit nuclear programme was exposed to a stunned world in 2002, Tehran has defied the international community and continued to pursue its nuclear goals. What drives this seemingly apocalyptic quest? Are Iran's aims rational or not? Under a Mushroom Cloud analyses this catastrophic and murky situation, and examines Iran's dual-track approach of accelerating its nuclear activities while weaving itself ever more tightly into the fabric of the European economy. Thriving trade between Europe and Iran, and heavy European involvement in Iran's energy industry, have weakened Europe's will to impose robust sanctions - but imposing them is the only practical way of protecting Europe's strategic interests and ensuring the stability of the region.

Under a Mushroom Cloud offers a clear and compelling answer to this dilemma. Drawing on extensive research, including interviews with senior officials and security and intelligence personnel from many countries involved in the effort to stop Iran developing a nuclear bomb, it provides a comprehensive account of a serious strategic threat to Europe, and offers an original list of practical recommendations for European policymakers who must confront it.

Click here to buy the book.

Advance Praise:

Under a Mushroom Cloud considers Europe as the prime mover vis-à-vis Iran’s nuclear ambitions. How Europe will use this unaccustomed power is the big question at the heart of this timely book.’

François Heisbourg, Special Adviser, Fondation pour la Recherche Stratégique, Paris

‘This is an important contribution to the debate about Europe’s approach to Iran. As one would expect, Dr Ottolenghi has written a well-informed, perceptive and sobering book. I hope our European leaders, and those who study this potential flashpoint, will read what he has to say.’

General The Lord Charles Guthrie, Chief of the British Defence Staff (1997–2001), Colonel Commandant of the Life Guards and the Special Air Service

‘How to deal with Iran is one of the most pressing foreign policy issues of the day. Dr Ottolenghi provides a useful guide to the challenge and thoughtful suggestions on how to meet it.’

Professor Sir Lawrence Freedman, Professor of War Studies and Vice-Principal, King’s College London

‘For almost three decades, conventional wisdom has presented Iran as a problem for the United States. In this seminal study, Dr Ottolenghi shows that a nuclear-armed Islamic Republic could be more of a threat to Europe, which, in one of those bitter ironies of history, has helped the Khomeinist regime not only to survive but also to build its arsenal of deadly weapons. A work of impeccable scholarship, this book is also a political wake-up call to European democracies.’

Amir Taheri, syndicated columnist, former Executive Editor of Kayhan, Iran’s largest daily paper 
 

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8 luglio 2008
Roberto Perrone

"Averti trovato ancora" (Mondadori), il romanzo del giornalista e scrittore Roberto Perrone, ha ottenuto lodi immeritate.

La storia è improbabile, scontata e non c'è un grammo di pathos, di batticuore, qualcosa che avvinca il lettore, se non la curiosità di sapere come va a finire.

Per un romanzo d'amore è poco, troppo poco.

Stavolta l'ottimo critico del Corriere Magazine, Antonio D'Orrico, ha toppato.

In ogni caso da leggere, in vacanza.




permalink | inviato da inpartibusinfidelium il 8/7/2008 alle 14:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
23 giugno 2008
Scritti di Bobbio sul Berlusconismo
 
Amici, amiche, compagni, compagne,

Vi scrivo semplicemente per ricordarvi nuovamente l'iniziativa di lunedì prossimo (23 giugno 2008), copromossa da Circolo Rosselli e Fondazione Lazzati, ovvero la presentazione del libro di Norberto Bobbio, Contro i nuovi dispotismi. Scritti sul berlusconismo a cura di Enzo Marzo (Bari, Dedalo, 2008).
 
L'incontro si terrà alle ore 21.00, presso la centralissima Sede della Fondazione Lazzati, in Largo Corsia dei Servi 4, a Milano (MM1 S. Babila).
Interverranno Giorgio Galli, Enzo Marzo, Franco Monaco e Nicola Pasini.
Il tutto sarà introdotto da Alfredo Canavero e presieduto dal sottoscritto (Francesco Somaini).
Non mancate. Anche alla luce degli ultimissimi sviluppi mi pare infatti che valga la pena di avviare una riflessione sul tema.
In allegato troverete il volantino.

Un saluto Francesco Somaini (presidente Circolo Carlo Rosselli - Milano)
 
PS: Non dimenticate di andare a visitare il sito del Circolo: www.circolorossellimilano.org
 



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1 aprile 2008
Caffè Letterario "Le benevole" di Jonathan Littel

Successo di vendita per questo corposo (oltre 900 pagine) romanzo storico del giovane scrittore ebreo americano, benchè la critica si sia divisa.

La storia di Max Aue, ufficiale delle SS scampato alla guerra, che racconta la sua adesione al Nazismo, e la sua partecipazione alle Aktion degli Einzsagruppen in Russia, per poi - sopravvissuto alla disfatta di Stalingrado - supervisionare, per conto di Himmler, l'utilizzazione degli ebrei per la produzione bellica, onde il protagonista si reca in vari KL, tra cui Auschwitz.
Certamente il libro presuppone una notevole conoscenza dei fatti storici, - e Littel è davvero impeccabile - ma la sua peculiarietà è nel mostrarci i suoi incontri con tutti i principali gerarchi nazisti, onde il confine tra storia e fiction diventa evanescente: in questo Littel è bravissimo, giacchè gli Himmler, gli Eichmann, gli Hoss e i Muller ti sembra di vederli, di toccarli e di sentirli.
Inoltre, ed è qui la polemica, nel libro rinveniamo la giustificazione ideologica del nazismo e del suo progetto genocidiale, onde il lettore, pure il più avvezzo, pur scaraventato nei massacri e nella guerra, con una prosa a dir poco magnetica, troverà più di una difficoltà per confutarla.
Da leggere.



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