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Pannella ci riprova con Tareq Aziz

Marco Pannella dopo Saddam Hussein ci riprova con Tareq Aziz, condannato a morte come il suo Rais. Condividendo l'esecrabilità della condanna, non condivido la posizione di Pannella quando sostiene che, eseguendo la sentenza, si vuole far tacere l'ex Ministro degli Esteri iracheno per impedirgli, come per Saddam, di svelare che la guerra voluta soprattutto da Bush jr. & Blair poteva essere evitata in quanto Saddam si era rassegnato a dimettersi e ad avviarsi all'esilio. Per quanto ricordo, il dittatore iracheno e i suoi sgherri, non avevano nessuna intenzione di lasciare il potere e andare in esilio: essi pensavano infatti che la guerra si sarebbe trasformata in una disfatta per la coalizione dei volenterosi e che l'Irak sarebbe stato difeso dai paesi amici.

La disfatta non c'è stata e i paesi amici si è visto: l'Iran, acerrimo nemico dei sunniti iracheni, ha lasciato fare e i soli che sono accorsi in soccorso di Saddam sono stati i terroristi racimolati da Bin Laden, assassini di migliaia di iracheni (Wikileaks docet!) e sconfitti dal surge del Generale David Petraus.

Pannella è quindi vittima di un tipico wishful thinking: la campagna "Saddam in esilio e Irak libero" non ebbe esito favorevole non per colpa di Bush jr. e Blair, e Tareq Aziz non ha nessun segreto da svelare e, in ogni caso, nessuna credibilità.

Pubblicato il 27/10/2010 alle 15.55 nella rubrica CONGETTURE.

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